FORZA ELLY, ANCORA UN PICCOLO SFORZO!

L’edizione di martedì ventuno luglio del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia contiene un articolo – firmato da tale Lucio Meo – nel quale si dà conto di un documento che circola all’interno del Partito Democratico, sottoscritto da tredici membri della minoranza sedicente “riformista”.

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I tredici reazionari guerrafondai filo-sionisti in questione sono: Alfredo Bazoli, Nicola Carè, Graziano Delrio, Piero Fassino, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Simona Malpezzi, Virginio Merola, Roberto Montanari, Lia Quartapelle, Filippo Sensi, Walter Verini e Sandra Zampa.

Costoro sotengono – scrive il fogliaccio di via della Scrofa – «una Difesa comune europea, il sostegno all’Ucraina e la condanna dell’antisemitismo strisciante a sinistra» in contrapposizione ad una dirigenza «costretta ad adeguarsi ai paci-finti grillini contrari all’aumento delle spese militari».

Secondo questi sedicenti “rappresentanti del popolo”, infatti, «più spesa per la sicurezza non significa meno welfare» perché il fondo SAFE (Security Action for Europe – Azione Securitaria per l’Europa) dell’Unione Europea metterebbe a disposizione «fondi comuni aggiuntivi per aumentare la difesa senza tagliare il welfare».

Peccato che proprio il Consiglio Europeo si incarichi di smentire quanto sopra riportato: «SAFE è uno strumento dell’UE che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri dell’UE ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni».

L’istituzione continentale, quindi, cede temporaneamente – non risulta affatto che si tratti di elargizioni a fondo perduto – quella somma agli Stati membri per aiutarli ad armarsi ulteriormente, in vista di una fantomatica minaccia dall’esterno: in ogni caso, per l’Italia sono previsti 14,9 miliardi, ed il Ministro degli Affari Interni li ha già prenotati.

A questo punto urge che la dirigenza del Nazareno acceleri nell’opera di disinfestazione delle proprie file: non è più tollerabile che esista qualcuno che costantemente rema contro la linea politica decisa dai vertici di quello che tuttora – si spera ancora per poco – è la sua formazione di appartenenza da cui, a parole, non ha alcuna intenzione di separarsi.

 

Bosio (Al), 1° agosto 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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